Ogni elemento è soffiato in vetro di Murano e rivestito da un sottile strato di foglia d'oro, in ricordo dei mosaici che ricoprono le cupole della basilica. Al muoversi della luce le superfici si accendono di calore e poi si spengono, come tessere che catturano il sole.
San Marco non si installa, si compone: cupole, arcate e costellazioni vengono disegnate attorno all'architettura che le accoglie. Scala, densità e altezza di sospensione si definiscono insieme all'architetto, perché ogni installazione diventi un'eco silenziosa di Venezia nella stanza.